Nell’esercizio delle proprie attribuzioni, il Consiglio dei Saggi esamina le deliberazioni di carattere generale provenienti dal Supremo Consiglio, verificandone la conformità ai Principi Costitutivi del Rito. Quando necessario, ne dispone la promulgazione e l’esecutività, garantendo che ogni decisione sia coerente con i fondamenti dell’Istituzione.
Il Consiglio dei Saggi costituisce il vertice della continuità istituzionale, assicurando che ogni attività, sviluppo o riforma avvenga nel pieno rispetto della Tradizione, delle Costituzioni e delle finalità iniziatiche proprie del Rito.
Nessuna delle sue prerogative trae origine da privilegi personali o da forme di autorità individuale.
La sua legittimazione risiede esclusivamente nel servizio prestato alla Tradizione, nella custodia della regolarità iniziatica e nella responsabilità di preservare l’integrità del Rito per le generazioni future.
Particolare attenzione viene costantemente rivolta:
◆ alla purezza morale e iniziatica dei membri dell’Istituzione;
◆ alla corretta osservanza delle Costituzioni e dei Regolamenti;
◆ alla tutela del prestigio e della dignità del Rito;
◆ alla coerenza simbolica, filosofica e metodologica del percorso iniziatico;
◆ all’equilibrio tra le diverse componenti dell’Istituzione;
◆ alla conservazione della concordia e dell’armonia fraterna.
Silenzioso nelle forme ma fermo nelle proprie responsabilità, il Consiglio dei Saggi rappresenta la memoria vivente del Rito, la coscienza della sua Tradizione e il garante supremo della sua continuità.
Sotto la sua vigile custodia, il Rito Scozzese Antico ed Accettato della Rosa Rossa Insanguinata prosegue il proprio cammino nel rispetto dei valori eterni della Sapienza, della Giustizia, della Fratellanza e del Perfezionamento dell’Uomo, affinché la Luce trasmessa dai Maestri del passato continui ad illuminare il futuro delle generazioni a venire.